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PMI

Fondo di garanzia

 

A cosa serve

  • Sostenere le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie.

Quali vantaggi

  • Concessione di una garanzia pubblica, fino a un massimo dell’80% del finanziamento, per operazioni sia a breve sia a medio-lungo termine, sia per far fronte a esigenze di liquidità che per realizzare investimenti. Il Fondo garantisce a ciascuna impresa o professionista un importo massimo di 2,5 milioni di euro, un plafond che può essere utilizzato attraverso una o più operazioni, fino a concorrenza del tetto stabilito, senza un limite al numero di operazioni effettuabili. Il limite si riferisce all’importo garantito, mentre per il finanziamento nel suo complesso non è previsto un tetto massimo.

Il beneficio è cumulabile con:

  • Iperammortamento e Superammortamento.
  • Nuova Sabatini.
  • Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo.
  • Patent Box.
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE).
  • Incentivi agli investimenti in startup e PMI innovative.

A chi si rivolge

  • Micro imprese e PMI incluse le startup.
  • Professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all’apposito elenco del Ministero dello Sviluppo Economico.

Sono ammessi soggetti beneficiari che operano in tutti i settori ad eccezione di quello finanziario, considerati economicamente e finanziariamente sani.

Come si accede

  • Nel caso della Garanzia diretta i soggetti interessati devono presentare a una banca o a un intermediario finanziario una richiesta di finanziamento e, contestualmente, richiedere che sia assistito dalla garanzia pubblica. La banca o l’intermediario finanziario trasmette la domanda a Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale SPA, soggetto gestore dell’intervento. Le procedure sono snelle e veloci: in tempi rapidi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata la delibera. In caso di inadempimento del soggetto che ha ottenuto il finanziamento, la banca o l’intermediario finanziario concedente può rivalersi sul Fondo di Garanzia

GARANZIA PUBBLICA SUL FINANZIAMENTO: 80%


Patent Box

 

A cosa serve

  • Rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti nazionali ed esteri di lungo termine, prevedendo una tassazione agevolata su redditi derivanti dall’utilizzo della proprietà intellettuale.
  • Incentivare la collocazione in Italia dei beni immateriali attualmente detenuti all’estero da imprese italiane o estere e al contempo incentivare il mantenimento dei beni immateriali in Italia, evitandone la ricollocazione all’estero.
  • Favorire l’investimento in attività di Ricerca e Sviluppo.

Quali vantaggi

  • Regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali: brevetti industriali, marchi registrati, disegni e modelli industriali, know how e software protetto da copyright.
  • L’agevolazione consiste nella riduzione delle aliquote IRES e IRAP del 50% dal 2017 in poi, sui redditi d’impresa connessi all’uso diretto o indiretto (ovvero in licenza d’uso) di beni immateriali sia nei confronti di controparti terze che di controparti correlate (società infragruppo). Il beneficio è dato a condizione che il contribuente conduca attività di R&S connesse allo sviluppo e al mantenimento dei beni immateriali.
  • Ai fini del calcolo dell’agevolazione occorre quindi:
    • determinare il “contributo economico” ovvero il reddito derivante dall’utilizzo dei beni immateriali al netto dei relativi costi;
    • determinare il rapporto (nexus ratio) fra i costi qualificati di R&S (sostenuti per lo sviluppo del bene immateriale) e i costi complessivi – qualificati e non qualificati – di R&S (sostenuti per produrre il bene immateriale);
    • individuare la quota di “reddito agevolabile” determinata applicando il nexus ratio al “contributo economico” derivante dall’utilizzo del bene immateriale;
  • applicare, infine, a tale quota la percentuale di detassazione riconosciuta.

Il beneficio è cumulabile con tutte le altre misure contenute nel Piano.

A chi si rivolge

  • Possono accedere all’agevolazione i soggetti titolari di reddito d’impresa, i cui redditi dipendono in modo dimostrabile dall’utilizzo di beni immateriali, siano esse società di capitali o di persone, imprenditori individuali, enti commerciali e non, soggetti residenti in Paesi esteri (ma con stabile organizzazione in Italia) con cui sono stati stipulati trattati per adeguato scambio di informazioni.

Come si accede

  • L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per il quale si intende optare per la stessa, è valida per cinque anni a partire da quello in cui viene comunicata all’Agenzia delle Entrate. L’agevolazione può essere rinnovata per un periodo di pari durata ed è irrevocabile.
  • Nel caso di utilizzo diretto del bene immateriale è obbligatorio attivare un accordo preventivo (accordo di ruling) con l’Agenzia delle Entrate al fine di definire le metodologie da seguire per la determinazione del reddito agevolabile. L’efficacia dell’agevolazione parte dall’accordo di ruling.
  • L’accordo di ruling è invece facoltativo nel caso di utilizzo indiretto del bene immateriale e l’efficacia dell’agevolazione parte dall’esercizio dell’opzione.

RIDUZIONE ALIQUOTE IRES E IRAP SU REDDITI DA BENI IMMATERIALI: FINO AL 50%


Nuova sabatini

 

A cosa serve

  • Sostenere le imprese che richiedono finanziamenti bancari per investimenti in nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali (hardware e software).

Quali vantaggi

  • Contributo a parziale copertura degli interessi pagati dall’impresa su finanziamenti bancari di importo compreso tra 20.000 e 2.000.000 di euro, concessi da istituti bancari convenzionati con il MISE, che attingono sia a un apposito plafond di Cassa Depositi e Prestiti, sia alla provvista ordinaria.Il contributo è calcolato sulla base di un piano di ammortamento convenzionale di 5 anni con un tasso d’interesse del 2,75% annuo ed è maggiorato del 30% per investimenti in tecnologie Industria 4.0.
  • Accesso prioritario al Fondo centrale di Garanzia nella misura massima dell’80%.

Il beneficio è cumulabile con:

  • Iperammortamento e Superammortamento.
  • Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo.
  • Patent Box.
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE).
  • Incentivi agli investimenti in startup e PMI innovative.

A chi si rivolge

  • A tutte le micro, piccole e medie imprese presenti sul territorio nazionale, indipendentemente dal settore economico in cui operano.

Come si accede

  • Le imprese interessate devono presentare, entro il 31 dicembre 2018, a una banca o a un intermediario finanziario, la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo, secondo lo schema definito con apposita circolare ministeriale.
  • La banca o l’intermediario finanziario, previa verifica, delibera il finanziamento e trasmette al Ministero la richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo.
  • Entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta di prenotazione, il Ministero comunica alla banca o all’intermediario finanziario la disponibilità, parziale o totale, delle risorse erariali. Le richieste di prenotazione sono soddisfatte, secondo l’ordine di presentazione, fino a concorrenza della disponibilità delle risorse.

CONTRIBUTO IN CONTO INTERESSI: DA 2,75% A 3,57%


Ace (aiuto alla crescita economica)

 

A cosa serve

  • Incentivare il rafforzamento patrimoniale delle imprese italiane attraverso il finanziamento con capitale proprio, al fine di ottenere strutture finanziarie più equilibrate fra fonti e impieghi e fra capitale di rischio e debito, e quindi più competitive.

Quali vantaggi

  • Deduzione dal reddito complessivo d’impresa di un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio (conferimenti in denaro e utili accantonati a riserva), computato sugli incrementi di capitale rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2010, creando così neutralità fiscale fra ricorso al capitale di rischio o al finanziamento tramite debito. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è fissato al 2,3% nel 2017 e al 2,7% dal 2018 in poi.

 

A chi si rivolge

  • Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, incluse le ditte individuali assoggettate all’IRI, con sede fiscale in Italia, comprese le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.

Come si accede

  • Automaticamente in fase di redazione di bilancio.

RENDIMENTO NOZIONALE DEL NUOVO CAPITALE PROPRIO: 2017 2,3%. DAL 2018 2,7%


Startup e pmi innovative

 

A cosa serve

  • Sostenere le imprese innovative in tutte le fasi del loro ciclo di vita.
  • Favorire lo sviluppo dell’ecosistema nazionale dell’imprenditoria innovativa.
  • Diffondere una nuova cultura imprenditoriale votata alla collaborazione, all’innovazione e all’internazionalizzazione.

Quali vantaggi

  • Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita.
  • Esonero dalla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica.
  • Possibilità anche per le srl di emettere piani di incentivazione in equity, agevolati fiscalmente.
  • Incentivi agli investimenti in capitale di rischio: detrazione IRPEF (per investimenti fino a 1 milione di euro) o deduzione dell’imponibile IRES (fino a 1,8 milioni) pari al 30%.
  • Accesso gratuito, semplificato e prioritario al Fondo di Garanzia per le PMI.
  • Equity crowdfunding per la raccolta di nuovi capitali di rischio.
  • Italia Startup Visa: una modalità digitale, semplice e accelerata per attrarre imprenditori
  • Possibilità di cedere le perdite a società quotate sponsor (almeno il 20% delle quote).
  • In caso di insuccesso: esonero dalla disciplina fallimentare ordinaria.
  • In caso di successo: le startup mature possono convertirsi agilmente in PMI innovative, continuando a godere dei principali benefici.

Il beneficio è cumulabile con:

  • Iperammortamento e Superammortamento.
  • Nuova Sabatini.

  • Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo.
  • Patent Box.
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE).

A chi si rivolge

Startup innovative: società di capitali non quotate di nuova o recente costituzione, con valore della produzione annua inferiore a 5 milioni di euro e il cui oggetto sociale è chiaramente legato all’innovazione. Presentano almeno uno dei tre seguenti requisiti:

  • il 15% dei costi annui riguarda attività di R&S;
  • 2/3 laureati, oppure 1/3 dottori, dottorandi di ricerca o ricercatori;
  • titolarità di brevetto o software.

PMI innovative: imprese di piccole e medie dimensioni in forma di società di capitali, dotate di bilancio certificato. Presentano almeno due dei tre seguenti requisiti:

  • il 3% dei costi annui riguarda attività di R&S;
  • 1/3 laureati, oppure 1/5 dottori, dottorandi di ricerca o ricercatori;
  • titolarità di brevetto o software.

Come si accede

  • Iscrivendosi, mediante autocertificazione online del possesso dei requisiti di startup o PMI innovativa, alle rispettive sezioni speciali del Registro delle Imprese. Per le startup innovative il regime agevolativo dura 5 anni dalla costituzione.

DETRAZIONI FISCALI PER INVESTIMENTI IN CAPITALE DI RISCHIO: FINO AL 30%


Credito d'imposta R&S

 

A cosa serve

  • Stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese.

Quali vantaggi

  • Credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di €/anno per beneficiario e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014.
  • Il credito d’imposta può essere utilizzato, anche in caso di perdite, a copertura di un ampio insieme di imposte e contributi.
  • Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: assunzione di personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, startup e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.
  • La misura è applicabile per le spese in Ricerca e Sviluppo che saranno sostenute nel periodo 2017-2020.

Il beneficio è cumulabile con:

  • Iperammortamento e Superammortamento.
  • Nuova Sabatini.
  • Patent Box.
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE).
  • Incentivi agli investimenti in startup e PMI innovative.
  • Fondo Centrale di Garanzia.

A chi si rivolge

  • Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (imprese, enti non commerciali, consorzi e reti d’impresa), indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.
  • Imprese italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo in proprio o commissionano attività di Ricerca e Sviluppo.
  • Imprese italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo su commissione da parte di imprese residenti all’estero.

Come si accede

  • Automaticamente in fase di redazione di bilancio, indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, nel quadro RU del modello Unico.
  • Sussiste l’obbligo di documentazione contabile certificata.

CREDITO DI IMPOSTA SU SPESE INCREMENTALI IN RICERCA E SVILUPPO: 50%.


Iper e superammortamento

A cosa serve

  • Supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Quali vantaggi

  • Iperammortamento: supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0 acquistati o in leasing.
  • Superammortamento: supervalutazione del 140% degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing. Per chi beneficia dell’iperammortamento possibilità di fruire dell’agevolazione anche per gli investimenti in beni strumentali immateriali (software e sistemi IT).

Il beneficio è cumulabile con:

  • Nuova Sabatini.
  • Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo.
  • Patent Box.
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE).
  • Incentivi agli investimenti in startup e PMI innovative.
  • Fondo Centrale di Garanzia.

A chi si rivolge

  • Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, comprese le imprese individuali assoggettate all’IRI, con sede fiscale in Italia, incluse le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.

Come si accede

  • Si accede in maniera automatica in fase di redazione di bilancio e tramite autocertificazione.
  • Il diritto al beneficio fiscale matura quando l’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo sono effettuati entro il 31 dicembre 2017 e la consegna del bene avviene entro il 30 giugno 2018.
  • Per gli investimenti in iperammortamento superiori a 500.000 € per singolo bene è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito o ingegnere iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato attestanti che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B della legge di Bilancio 2017.

SUPERAMMORTAMENTO: 250%

IPERAMMORTAMENTO: 140%


Ires, iri e contabilità per cassa

A cosa serve

  • Ridurre la pressione fiscale per le imprese che investono nel futuro lasciando gli utili in azienda.

Quali vantaggi

  • Taglio dell’IRES dal 27,5% al 24%, avvicinando l’aliquota a quella della media UE.
  • Possibilità per imprenditori individuali e soci di società di persone di optare per un’aliquota unica del 24% (IRI) a fronte dell’attuale regime IRPEF che prevede aliquote fino al 43%. Il 24% si applica sulla parte di reddito d’impresa che resta in azienda mentre sulle somme prelevate per uso personale si continua a pagare l’IRPEF. L’obiettivo dell’IRI al 24% è favorire la capitalizzazione delle imprese, tassando in maniera più leggera gli utili non prelevati, equiparandolo alla tassazione delle società di capitali (IRES al 24%). L’opzione vale 5 anni ed è rinnovabile.

Tale misura oltre a incentivare le PMI ad aumentare il proprio patrimonio ha il vantaggio di rendere neutrale la tassazione nella scelta della forma di impresa (individuale, società di persone, società di capitali) e di distinguere l’azienda dalle persone fisiche dell’imprenditore e del socio.

A chi si rivolge

  • IRES: società di capitali, enti non commerciali, cooperative.
  • IRI: imprenditori individuali e società di persone in contabilità ordinaria. Possono utilizzarla anche cooperative e srl con ricavi non superiori a 5 milioni di euro e con una ristretta base societaria.
  • Contabilità per cassa: soggetti in contabilità semplificata.

Come si accede

  • Automaticamente in fase di redazione di bilancio.

RIDUZIONE IRES E IRI: AL 24%