Loading...

IMPRESE SOCIALI

IMPRESE SOCIALI
  • Scadenza :
  • Codice :
  • Ente/Azienda :

Le imprese sociali sono organizzazioni private che svolgono attività d’impresa per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e destinano i propri utili prioritariamente al conseguimento dell’oggetto sociale, adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle proprie attività.

È questa la definizione presente nel Decreto Legislativo n.112/2017 attuato secondo i principi contenuti nella Legge n. 106 del 6 giugno 2016 (art. 6, comma 1 lett. a) di riforma del Terzo Settore.

La norma, in vigore dal 20 luglio 2017, si è occupata di:

  • Individuare i diversi settori in cui può essere svolta l’attività di impresa
  • Introdurre degli obblighi di redazione del bilancio
  • Stabilire le forme di remunerazione del capitale sociale tali da assicurare la prevalente destinazione degli utili al conseguimento dell’oggetto sociale
  • Disciplinare il lavoro in questo tipo di imprese e le forme di partecipazione dei dipendenti
  • Prevedere la nomina di uno o più sindaci con lo scopo di vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto da parte dell’impresa stessa.

Le imprese sociali agiscono sul mercato come una qualsiasi azienda. I ricavi ottenuti dalla gestione dell’impresa sociale, però, vengono reinvestiti in essa al fine di renderla autosufficiente. Nell’impresa sociale, dunque, coesistono due mondi separati: da un lato c’è il prodotto dell’attività di impresa, dall’altro c’è la produzione di beni e servizi di utilità sociale.

Altre caratteristiche innovative dell’impresa sociale possono essere così sintetizzate:

  • La democraticità della gestione, vale a dire il coinvolgimento di tutti gli stakeholder o portatori di interesse sia interni (soci, collaboratori) che esterni all’organizzazione (utenti finali, finanziatori o donatori), nella gestione dell’impresa
  • Il coinvolgimento degli utenti finali alla valutazione dei risultati
  • La rendicontazione sociale effettuata soprattutto attraverso la redazione e pubblicazione del bilancio sociale
  • La destinazione degli utili e degli avanzi di gestione allo svolgimento dell’attività di impresa e, pertanto, non distribuibili neppure in caso di scioglimento. In tal caso l’intero patrimonio verrà devoluto in altre associazioni non lucrative indicate nello Statuto.

La norma prevede anche un regime fiscale vantaggioso per chi investe nelle imprese sociali: dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è detraibile un importo pari al 30% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più società – incluse società cooperative – che abbiano acquisito la qualifica di impresa sociale dopo il 20 luglio 2017 (entrata in vigore del D.lgs. 112/2017) e siano costituite da non più di trentasei mesi dalla medesima data. L’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 1.000.000 e deve essere mantenuto per almeno tre anni. L’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire l’importo detratto, oltre agli interessi legali.

Inoltre, le imprese sociali possono usufruire di agevolazioni regionali, nazionali e comunitarie. Nello specifico, possono accedere ai contributi erogati dal Fondo per la crescita sostenibile secondo i criteri e le modalità individuati nel Decreto Ministeriale dell’8 marzo 2017.

Quando innovazione e vocazione sociali sono complementari è possibile accedere a maggiorazioni dei benefici fiscali sugli investimenti come previsto dalla Circolare del 20 gennaio 2015 per le startup innovative a vocazione sociale (SIAVS). In presenza dei criteri indentificativi elencati nel Decreto Legge 179/2012 (convertito con Legge 221/2012) si può, quindi, usufruire del particolare regime agevolato previsto per la generalità della startup innovative.

Print Friendly